27/10/2005
Franco Limardi a Bologna
Venerdì 28 ottobre, a Bologna, presso il Mel Bookstore di via Rizzoli 18, alle ore 18:30, Franco Limardi presenta il suo romanzo noir Anche una sola lacrima. A parlare con l'autore ci sarà nientemeno che Luigi Bernardi, che oltre a essere uno dei massimi esperti di noir in Italia è stato anche l'editor del primo romanzo di Limardi, L'età dell'acqua (DeriveApprodi). Accorrete numerosi!Già che ci sono, un piccolo aggiornamento delle recensioni al romanzo: in un pezzo apparso sul Foglio si può leggere: "Narrato in modo efficace, senza troppe ambizioni letterarie ma senza sciatterie, Limardi rivela una certa maestria nel gestire l'intreccio, nel trasmettere atmosfere, nel muovere personaggi plausibili". Su Note a margine, scrive invece Marcella Musacchia: "E' triste, egoista, dura e disperata la provincia italiana - raccontata con scrittura scarnificata, ridotta all'osso, disturbante nella sua essenzialità - da Franco Limardi; una provincia dove la conoscenza reciproca e la vicinanza tra le persone non sono una forza ma una ferita. E a pensarci su la conosciamo, in effetti, questa provincia, perché è quella delle cronache dei nostri giornali, piene di crimini orrendi che è comodo definire 'inspiegabili' ma che invece sono spiegabilissimi perché nati dall'avidità, dall'invidia e dalla cancrena dei sentimenti." Altre critiche su Lettera e Il vizio di leggere.
15/10/2005
Perle ai porci?In un post su Vibrisse (qui commentato anche da Loredana Lipperini), Giulio Mozzi affronta il problema dell'odierna marginalità della letteratura, e si pone un interrogativo che implica una netta distinzione tra cultura di massa e cultura d'élite:
"Non è che, forse, se vogliamo togliere la letteratura dalla sua attuale condizione di marginalità, dobbiamo ripartire dall'idea che la Letteratura (ci metto anche la maiuscola) è un prodotto culturale per le élites, anzichè pensare che la Letteratura debba essere portata al popolo (il quale peraltro alla Letteratura preferisce l'Intrattenimento)?"
Ecco, in questa domanda a mio parere si annida non già la soluzione al problema della progressiva marginalizzazione della letteratura, ma il problema medesimo, che consiste proprio proprio nella separazione tra "vera" letteratura e intrattenimento. Una separazione che io credo vada storicizzata e superata, se vogliamo evitare, o perlomeno ritardare, l'estinzione della letteratura. L'opposizione tra l'intrattenimento e una funzione suppostamente superiore della Letteratura con la elle maiuscola, è infatti un fatto tutto novecentesco, che aveva poco o nessun senso, ad esempio, per scrittori come Twain, Dickens, Balzac (e lo stesso giù giù fino a Eschilo e Sofocle), per i quali la letteratura doveva comunque anche intrattenere i lettori. Non è che forse è giunto il momento di uscire dal Novecento, di dichiarare esaurita una fase neppure troppo lunga della storia della letteratura, e di cominciare a ricucire la frattura, intervenuta solo alle soglie del secolo scorso, tra letteratura colta e letteratura popolare? Del resto, oggi, se la condizione di marginalità della letteratura non è compiuta e totale, è proprio per merito di autori popolari e d'intrattenimento come Stephen King e JK Rowling, senza i quali l'atto di tenere in mano un romanzo sarebbe ormai considerato nient'altro che una curiosa e antiquata eccentricità. L'elitarismo, insomma, secondo me non è la cura, bensì la malattia di cui soffre la nostra letteratura.
Ps: tra parentesi, mi pare un tantino azzardato definire midcult autori come Yehoshua e McEwan.
6/10/2005
SurfingGiallo Nobel: misteriosamente rinviato l'annuncio dell'assegnazione del più prestigioso riconoscimento letterario del mondo, previsto per oggi. E intanto fioccano le indiscrezioni sul possibile vincitore (che poi di regola vengono clamorosamente smentite dalla premiazione di un autore ignoto ai più). In America fanno il nome di Joyce Carol Oates, mentre in Italia si punta su Tabucchi. (Yahoo Notizie, CNN, News Italia Press)
Gianni Biondillo, cantore noir di Milano, e più precisamente di Quarto Oggiaro, parla del suo quartiere natale (e di periferie in generale) su Nazione Indiana e su Thriller Magazine: "Le banlieue, le periferie urbane, i non luoghi, sono in realtà i posti migliori dove combattere questa guerra di libertà. Luoghi dove si può, si deve, scegliere se essere omologati al potere e quindi marginali (alla società e a se stessi) oppure essere creativi, in quanto periferici al potere."
Un altro maestro del noir italico, Carlo Lucarelli, parla di televisione e altro su Kinemazone: "La televisione tende a rifare quello che è stato già fatto e a non sperimentare per paura che vada male, per cui quando si imbarca in un progetto un po' strano prova a normalizzarlo togliendo tutto quello che può sembrare diverso."
Il terzo poliziotto, un vecchio romanzo dello scrittore irlandese Flann O'Brien, pubblicato negli USA da una piccola casa editrice (in Italia è uscito da Adelphi) viene citato in una puntata del fortunato serial televisivo Lost (che noi che non abbiamo il satellite non abbiamo ancora avuto modo di vedere), e basta l'annuncio perché le vendite si impennino: "Since this information was reported in a Chicago Tribune article a week ago, we've sold about five years worth of copies of The Third Policeman, and it even cracked the Top 100 on Amazon.com". Commenta The Literary Saloon: "We're thrilled for Dalkey, but worry about small presses now spending all their time looking for product-placement on top-ten TV shows..."
Random House sta per pubblicare un romanzo inedito di Truman Capote recentemente scoperto tra le sue carte. Momento azzeccato, visto che di Capote si sta parlando molto per via di un film in uscita ispirato al suo celebre libro A sangue freddo. (Yahoo News)
Il prossimo film di David Cronenberg potrebbe essere tratto dal romanzo di Martin Amis London Fields (in Italia: Territori londinesi), incentrato su una donna che prevede il proprio omicidio. (Il Corriere della Fantascienza)
Spunta fuori l'ennesimo romanzo praticamente identico al Codice Da Vinci. Stavolta è di un norvegese. Davvero curioso come prima della sua uscita fossero già stati pubblicati svariati libri che raccontavano la stessa storia del più clamoroso best seller dell'era moderna, ma nessuno ha avuto un successo nemmeno lontanamente paragonabile a quello del romanzo di Dan Brown. (Panorama)
Europolar è un interessantissimo portale dedicato al poliziesco europeo, multilingue e con una redazione internazionale, che vede tra i suoi membri alcuni nomi assai prestigiosi. Ne parla Thriller Magazine.
2/10/2005
Black news
Sul numero di settembre-ottobre di Pulp, una recensione (non online) a Anche una sola lacrima di Franco Limardi firmata da Gianluca Mercadante: "Colpisce la particolare deriva malinconica nella voce narrante del personaggio principale - e convive alla perfezione con una messa in scena molto consapevole, che alterna momenti di pura tensione a squarci romantici, o esistenziali. Il tutto sorretto da un ritmo narrativo cinematografico, che con intelligenza e gusto importa sulla pagina 'lezioni registiche' dalla buona tradizione americana, nonchè dal maestro Takeshi Kitano". Del noir di Limardi si parla anche su Scanner.
La scrittrice Alessandra C si occupa invece sull'edizione torinese della Stampa di Baciami, Giuda dello scrittore americano Will Christopher Baer, che definisce "uno dei migliori noir degli ultimi anni... stupendo e delirante", e del booktrailer realizzato per promuovere il libro, riguardo al quale lancia una proposta assai stimolante, anche se di non facile realizzazione.
Infine, in vista dell'ormai imminente uscita di Beneath the Blonde, nuova indagine a ritmo di rock della detective lesbica Saz Martin (già protagonista di Calendar girl e La settima onda), sul numero 5 della rivista Il Falcone Maltese, che proprio con questo numero passa dalla distribuzione in libreria a quella in edicola, c'è un'interessante intervista di Alessandra Buccheri all'autrice Stella Duffy.
















